City (7/2005)

Si tengono d’occhio, chitarra e violoncello. Con attenzione, quasi, a volte, con sospetto. Uno strumento sempre attento a dove vada a finire l’altro, pronto a rincorrerlo, a superarlo, a capirne i segnali per anticiparlo, magari. Avete mai notato come spesso la danza confini con la lotta? E se pure è lotta, ci vuole grandissima intesa per non inciampare l’uno nei piedi dell’altro, grandissima sensibilità per comprendere dove un ballerino voglia andare, assecondarlo, dirigerlo, a sua volta, verso altri territori… Così questo incontro tra violoncello e chitarra (ma sarebbe poi più giusto dire tra violoncellista e chitarrista: questo violoncellista e questo chitarrista) non è all’insegna del “volemose bene”, della melodia facile, dell’armonia che carezza le orecchie, della melassa: questo incontro è una sfida carica di tensioni. Un tenersi sempre sulla corda, un restare sempre sulla corda, un dare e cogliere suggerimenti, un additare luoghi dove si vorrebbe andare e provare a raggiungerli, un immaginare percorsi da seguire entrambi senza spiegarseli a parole.
Un lottare. Danzando insieme stupende figure senza mai inciampare l’uno nelle corde dell’altro.

Lucio Mazzi